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Consigli

Patronato Epaca – Denuncia Infortunio

DENUNCIA DI INFORTUNIO SUL LAVORO

In caso accadano infortuni SUL LAVORO (o malattie professionali) esistono regole rigorose da eseguire, ivi compresa l’esigenza di “dire la verità” su quanto accaduto. Sono previste sanzioni severe in caso di mancata denuncia o di falso.

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Avvenuto un infortunio, i lavoratori devono:
• informare immediatamente il datore di lavoro, specificando le precise cause e circostanze dell’infortunio. L’avviso può partire anche da terzi nel caso in cui il lavoratore infortunato fosse impossibilitato ad inviare la comunicazione;
• presentare al datore di lavoro il primo certificato medico appena se ne viene in possesso;
• presentare al datore di lavoro la certificazione successiva, compilata dal medico, se fosse necessario prolungare i tempi.

Avvenuto un infortunio, il datore di lavoro, il Titolare CD, il Titolare ART devono:
1. presentare all’INAIL, entro 2 giorni dalla ricezione del primo certificato medico del lavoratore, la denuncia di infortunio (ora per i CD è da inviare per via telematica) alla quale si allegano i certificati medici. Qualora il termine di scadenza per l’adempimento degli obblighi di denuncia cada in un giorno festivo (es. infortunio avvenuto il venerdì) tale scadenza può essere spostata al primo giorno successivo non festivo.
2. trasmettere una copia della stessa denuncia inviata all’INAIL all’Autorità di Pubblica Sicurezza del Comune in cui è avvenuto l’infortunio entro 2 giorni dalla ricezione del primo certificato medico del lavoratore. Termini che devono essere rispettati senza distinzione di giorni festivi e non.
• Per omessa denuncia o denuncia incompleta o tardiva è prevista una sanzione che va da euro 2.580,00 a euro 7.745,00 con un minimo di euro 1.290,00.

IL CERTIFICATO MEDICO RILASCIATO SIA DAL MEDICO DI FAMIGLIA CHE DAL PRONTO SOCCORSO NON SOSTITUISCE LA DENUNCIA DI INFORTUNIO DA INOLTRARE ALL’INAIL. SE CI FOSSERO DUBBI IL LAVORATORE E/O IL TITOLARE DI UN’AZIENDA POSSONO RIVOLGERSI AD UN PATRONATO E/O ALLE ORGANIZZAZIONI IMPRENDITORIALI DI RIFERIMENTO.

 

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Nutrigenetica e patologia oculare

La Nutrigenetica studia come la variabilità genetica individuale influenza la risposta del nostro organismo agli alimenti introdotti con la dieta e come la nostra dieta possa essere modificata per “compensare” alcune situazioni meno favorevoli.

Uso corretto e buona manutenzione delle lenti a contatto

Le lenti  a contatto sono un ottimo strumento per correggere i difetti di rifrazione, ma vanno usate in modo corretto, senza abusarne . Il 15% circa degli utilizzatori di lenti a contatto presenta fenomeni d’intolleranza  e allergia (irritazione, fotofobia) a causa dell’abuso. E pertanto consigliabile indossarle al massimo per 8-10 ore al giorno. Se non correttamente pulite, poi, le lenti a contatto sono in gradi di veicolare infezioni, che talvolta  possono essere problematiche. Sono necessari controlli periodici dal proprio oftalmologo.

Condizioni ambientali

Soggiornare a lungo in presenza di aria secca, luce troppo forte  o rimanere troppe ore davanti al computer può affaticare notevolmente la vista . E’ bene quindi umidificare l’ambiente, fare delle pause almeno ogni  due ora se si lavora o si legge al computer, regolare la luce in modo da non avere fenomeni di abbigliamento o al contrario una scarsa illuminazione e ricordarsi di bere almeno un litro e mezzo (8 bicchieri circa) di acqua ogni giorno.   Per coloro che lavorano ai videoterminali    è consigliabile l’uso di lenti filtranti la luci blu.

Stop al fumo

Il fumo provoca  danni a tutte le strutture del nostro corpo, occhi compresi. La combustione del tabacco libera migliaia di sostanze tossiche e produce enormi quantità di radicali liberi.

A livello oculare il fumo di sigaretta rende più probabile la degnazione maculare senile .

Proteggersi dai raggi ultravioletti (UV)

I raggi UV possono causare danni agli occhi aumentando, nel corso degli anni, il rischio di sviluppare malattie  serie, come la cataratta e la degenerazione maculare senile.

Quando ci si espone al sole, quindi, si devono sempre indossare occhiali da sole con lenti anti-UV  omologate e possibilmente  un cappello a larga tesa. Attenzione perché gli occhi sono esposti anche indirettamente ai raggi del sole: tanto in estate quanto in inverno, il riflesso dei raggi su acqua e neve ne amplifica l’azione dannosa.

Attività sportiva

Un buon funzionamento degli organi del corpo si riflette anche sulla salute degli occhi: Non è necessario essere atleti: basta una camminata di 30 minuti a passo veloce tutti i giorni per avere subito un beneficio generale e sentirsi meglio.

Alimentazione

La salute dei nostri occhi si difende anche a tavola. La retina, infatti, è uno dei tessuti del corpo a più elevato metabolismo e per questo molto vulnerabile: per garantirne il perfetto funzionamento è necessario l’apporto costante di principi nutritivi  in grado di proteggerla. Frutta e verdura non devono mai mancare sulla nostra tavola. E’ stato dimostrato che i vegetali a foglia verde (spinaci, cavoli, broccoli e cime di rapa), ma anche il granoturco  e le uova sono particolarmente benefici per gli occhi, per il loro elevato contenuto in luteina e zeaxantina, due potenti sostanze antiossidanti. La dieta per gli occhi sani   deve includere anche la vitamina E (presente nell’olio di semi di girasole, nelle mandorle, nel geme di grano)  e la vitamina C, capace di prevenire il danno causato dall’esposizione ai raggi solari, assumibile consumando regolarmente agrumi, kiwi, fragole, lamponi, peperoni, e broccoli. Gli acidi grassi omega-3 ( presenti in alcuni  tipi di pesce, come salmone, tonno e sardine), oltre alla loro azione cardioprotettiva, sono in grado di svolgere un ruolo protettivo anche sugli occhi, prevenendo la formazione di placche nei vasi retinici e quindi riducendo enormemente il rischio di danni alla retina.

Visite oculistiche

La visita oculistica è un momento fondamentale  ai fini di prevenire le patologie oculari ed effettuare la diagnosi precoce, in modo da poter anticipare il più possibile la cura. Di seguito si riporta le età in cui è bene fare un controllo della vista e con quale periodicità:

  • Entro il primo anno di vita: Per ricercare eventuali patologie congenite (cataratta e altro)
  • Verso i tre anni: Per ricercare difetti visivi soprattutto monolaterali
  • Verso i 6 anni: Prima dell’inizio della Scuola del bambino  per ricercare difetti refrattivi   (miopia, astigmatismo, ipermetropia)   
  • Verso 12-14 anni: Per ricercare la miopia o altro
  • Verso i 18 anni: Per prepararsi alla patente e al lavoro
  • Verso i 40 anni: Per la correzione della  presbiopia
  • Dai 50 ai 65 anni  (ogni 5-7 anni): Per prevenire malattie come glaucoma, cataratta e altre
  • Oltre i 65 anni (ogni 2 o 3 anni): Per ricercare  i primi segni della degenerazione maculare senile.